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Centrale di depurazione Passavant

Data pubblicazione: 31.05.2010
Data aggiornamento: 20.07.2010

Il depuratore di Pistoia, denominato Depuratore Centrale o Passavant, è un impianto biologico a fanghi attivi con digestione anaerobica dei fanghi e produzione di energia elettrica per il trattamento delle acque reflue urbane, provenienti in prevalenza dagli insediamenti civili ed industriali di Pistoia. L'impianto, entrato in funzione negli anni '80, ha subito nel tempo modifiche ed ampliamenti e oggi serve circa 50.000 abitanti.

Il processo di depurazione

Il liquame proveniente dalle condotte fognarie arriva all'impianto dove viene preventivamente sottoposto ad un trattamento di grigliatura. Una griglia automatica a cestello a pettine rotante, quindi, lo separa dai corpi solidi grossolani (stracci, foglie, plastica etc.). E' a questo punto che il liquame, per mezzo di pompe di sollevamento, entra nel vero e proprio ciclo depurativo, con il passaggio nelle vasche di disoleatura e dissabbiatura ed il trattamento extraflussi. Successivamente la sedimentazione primaria provvede a separare i solidi sospesi dall'acqua e la denitrificazione a rimuovere l'azoto. I liquami, quindi, raggiungono la vasca di ossidazione biologica, dove vengono arricchiti di ossigeno e messi in contato con i fanghi attivi per i processi di rimozione della sostanza organica e di nitrificazione. Nei sedimentatori secondari, invece, avviene la decantazione del fango prodotto sul fondo delle vasche, mentre l'acqua in uscita è inviata al trattamento finale di clorazione. I reflui ottenuti, perfettamente ecocompatibili, vengono immessi in una condotta e scaricati nel torrente Brana. I fanghi attivi separati nel decantatore secondario vengono quindi ricircolati nella sezione di denitrificazione. I fanghi prodotti dalla sedimentazione primaria, assieme a quelli in esubero provenienti dalla fase di ossidazione e sedimentazione secondaria, invece, vengono inviati ai pre-ispessitori. L'ispessito viene sottoposto alla fase di digestione, che si realizza con la trasformazione della sostanza organica in inorganica attraverso l'azione di batteri anaerobi che si sviluppano alla temperatura di 35°. Tale trasformazione consente la produzione di gas biologico, che viene stoccato in gasometri per la successiva combustione nei motogeneratori o caldaie. Il processo si completa, quindi, nel digestore secondario dove il fango termina il trattamento di mineralizzazione. Dopo un ulteriore addensamento, nella fase di post-ispessimento, il fango viene inviato alla nastro-pressa per la disidratazione. I fanghi trattati possono quindi essere smaltiti in discarica.