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Impianto di denitrificazione di Baciacavallo

Data pubblicazione: 20.05.2010
Data aggiornamento: 20.07.2010

L'impianto di denitrificazione di Baciacavallo è stato terminato nel 2002 ed è in fase d'avviamento dal gennaio 2003, con una potenzialità totale di 200 l/s, che si riduce a 100 l/s per quanto riguarda invece la sola sezione di denitrificazione.

L'impianto, uno dei pochi esistenti nel suo genere nel nostro paese ed in Europa, ha comportato un investimento cospicuo, circa 2,1 milioni di euro, ma permette a Publiacqua di risolvere l'annoso problema pratese della presenza di nitrati nell'acqua e consente anche il riutilizzo di pozzi in disuso, proprio per questo problema.

Le reazioni di denitrificazione biologica eterotrofa

 

La denitrificazione biologica è una reazione di trasformazione del nitrato in azoto ad opera di batteri denitrificanti, provenienti dalla falda acquifera. Tali batteri, prelevano infatti l'ossigeno per il proprio metabolismo dal nitrato che, in questo modo, si trasforma in azoto gassoso il quale, con una fase successiva (strippaggio), viene infine liberato nell'aria. Vari i vantaggi di questo processo. La denitrificazione biologica, per prima cosa, è l'unico processo che mantiene invariate le caratteristiche dell'acqua naturale, salvo la rimozione del nitrato e una leggera correzione dell'alcalinità. Come detto, poi, a differenza degli altri trattamenti di rimozione dei nitrati, dove questi vengono trasferiti all'acqua di scarico che diventa un refluo il cui smaltimento oneroso incide notevolmente sui costi di gestione, il trattamento biologico, rimuove dall'acqua l'azoto del nitrato in maniera definitiva, con l'azoto che passa dalla forma di nitrato a quella di azoto gassoso e vien liberato nell'atmosfera in quanto stabile ed inoffensivo. L'acqua di scarico può così essere convogliata direttamente alla rete fognaria che sbocca al depuratore di Baciacavallo.