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Un affascinante viaggio alla scoperta delle storiche fogne di Firenze

D’Angelis: "C'è una città sotterranea da riscoprire: 1200 km di acquedotto e 800 km di fogne nel sottosuolo di Firenze".

Nel cuore di Firenze esiste un dedalo di gallerie che si sviluppano per 1.200 km circa di rete acquedottistica (circa 7.000 km nell’intera area Publiacqua) e circa 800 km di rete fognaria (su circa 4.216 km nell’area Publiacqua). Sono le tracce incancellabili dell’enorme infrastruttura in parte risalente all’epoca medicea e lorenese e in particolare realizzata dalla metà del 1800 e con i lavori di Firenze capitale, per garantire acqua potabile e depurazione dei rifiuti domestici. C’è, insomma, una Firenze sotterranea che va riscoperta e, laddove possibile, messa anche a disposizione dei cittadini. La rete fognaria cittadina è fatta di condotte, cunicoli ma anche veri e propri canali, come il famoso Macinante, che risalgono in gran parte alla fine dell’800 e che di quell’epoca si portano dietro il fascino ma anche la perizia tecnica ed architettonica con cui sono state costruite. “In questa città sotto la città, Publiacqua svolge ogni giorno con i propri operatori un lavoro molto impegnativo di monitoraggio, controllo e di manutenzione in particolare della rete fognaria per evitare il più possibile allagamenti e inquinamenti – spiega il Presidente di Publiacqua, Erasmo D’Angelis – E’ un lavoro che non viene percepito perché si svolge sotto i nostri piedi, ma è determinante per qualità e sostenibilità della vita urbana. I nubifragi dei giorni scorsi, infatti, hanno evidenziato problemi in alcune zone e per questo saremo impegnati nella manutenzione straordinaria dell’intera rete nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e parte di Arezzo”.

 

Brevi cenni storici:

La città di Firenze era dotata di fognatura mista, di sezioni modeste (70X105 cm) e con scarico in Arno, fino dal 1600. Nel 1837 fu l’Ing. Flaminio Chiesi a progettare il primo emissario in destra d’Arno realizzando quindi un primo intervento di risanamento fognario ed igienico sanitario. A trent’anni di distanza (1866) poi tocca agli ingegneri Giuseppe Poggi e Tito Gori progettare e realizzare un nuovo emissario che confluiva nel canale Macinante. Tale “fognone maestro” convogliava a valle della città le acque reflue miscelate con acqua dell’Arno, prelevata da una presa alla pescaia di Santa Rosa.

Anche in riva sinistra d’Arno fu realizzato un emissario con sbocco in Arno all’altezza di San Frediano, secondo un progetto di emissario meridionale del 1865.

Le fognature del centro storico di Firenze costruite durante gli anni di Firenze capitale furono realizzate in muratura e pietre. I principali collettori risalenti a quest’epoca, come detto, sono in riva destra quelli del Poggi, del Chiesi, Macelli, ed in riva sinistra il Meridionale. Tutti questi collettori sono in gran parte percorribili.

Negli ultimi venti anni sono stati costruiti in calcestruzzo precompresso i grossi collettori (circa 10 km cadauno di estensione) di Campo di Marte, Novoli, Gavinana, Romito-Cadorna e l’Emissario in riva destra del fiume Arno che raccoglie tutti i reflui degli scarichi del Q5, Q2 e parte di Q1, per oltre 200mila ab/eq. ed un bacino di utenza di circa 4000/ ha.

Lo sviluppo urbanistico dei Comuni limitrofi negli anni ’60 portò poi all’esigenza di realizzare nuovi collettori fognari e la copertura, in zone abitate, di fossi e canali. Per la città di Firenze il canale Osmannoro, la Goricina ed il Macinante hanno costituito per lungo tempo il naturale recapito dei reflui della città in riva destra. Per la riva sinistra, la piana di Scandicci, invece, i fossi campestri di Stagno e Stagnolo, del Dogaia del Dogaione, ha raccolto fino ad oggi gli scarichi fognari degli insediamenti a valle di Firenze.

Per l’area fiorentina con i finanziamenti FIO nel 1985 fu programmato il disinquinamento del territorio con la progettazione, fra l’altro, dell’impianto di depurazione di San Colombano.

 

Il presente

Nel maggio del 2000 è stato elaborato un progetto preliminare per il Comune di Firenze per la costruzione di un emissario generale in riva sinistra d’Arno.

Nel 2003, con l’entrata in funzione del secondo lotto Depuratore di San Colombano (per una potenzialità complessiva dei tre lotti di 600.000 ab/eq.), anche i due fossi Macinante e Goricina (fosso di guardia delle ferrovie), che servivano da scarico delle fognature in riva destra d’Arno e nel Bisenzio, sono stati liberati dai reflui. La qualità dell’acqua dell’Arno compie un ulteriore e significativo passo avanti.

Siamo ormai all’inizio dei lavori per la realizzazione dell’Emissario in riva sinistra del fiume Arno che raccoglie i reflui di parte del Comune di Bagno a Ripoli e dei quartieri fiorentini Sorgane, Gavinana, San Frediano, Isolotto (parte del Q1, Q3 e Q4) per circa 140mila ab/eq. con un bacino grande circa 2440/ha. Traguardiamo a fine 2014 il completamento dell’opera con l’area metropolitana con scarichi depurati al 100%.

Attualmente l’Impianto di depurazione di San Colombano tratta circa 60 milioni di mc l’anno e, di questi, circa 32 milioni sono quelli che gli arrivano dagli scarichi fiorentini in riva destra d’Arno.

Quando sarà allacciata anche la riva sinistra saranno circa 48 i milioni di metri cubi complessivi di reflui fiorentini trattati a San Colombano.

 

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