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Monitoraggio Cittadinanzattiva: ancora cifre a caso. Authority nazionale faccia chiarezza

Data pubblicazione: 07.05.2012
Data aggiornamento: 07.05.2012
07.05.2012

“Nonostante le ripetute smentite, anche il monitoraggio proposto da Cittadinanzattiva persevera nell’errore clamoroso di presentare una graduatoria dei consumi idrici e delle tariffe con consumi puramente teorici e virtuali, facendoci raggiungere, come gestore idrico delle province di Firenze, Prato, Pistoia e parte di Arezzo, la vetta delle bollette dell'acqua più care d'Italia e sparando la cifra totalmente fuori dal mondo di 474 euro l’anno per consumi medi inesistenti di 192 metri cubi. Purtroppo si utilizzano parametri del tutto arbitrari che raddoppiano costi e consumi reali. Potrei però risolverla semplicemente così: se c'e' una famiglia con consumi nella norma che paga questa cifra, gliela rimborso di tasca mia. Spero che l’entrata in campo della nuova Authority nazionale del settore definisca presto anche un credibile sistema di monitoraggio che l’Italia non ha mai avuto, utile per gli utenti e le aziende per evitare di alimentare altri equivoci o di sparare cifre a casaccio”. Lo afferma, in una nota, Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua, l’azienda che eroga il servizio idrico nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e parte di Arezzo. ''Qualsiasi nostro utente - prosegue D’Angelis – fortunatamente è in grado di verificare i costi della sua bolletta. Per acqua, fognature e depurazione, 370.000 bollette alla mano, le nostre famiglie pagano in media ogni anno 240 euro Iva compresa, e solo con queste tariffe bisogna coprire tutti i costi degli investimenti in assenza di finanziamenti pubblici. Questa è la cifra reale, la metà di quella virtuale immaginata da Cittadinanzattiva, per un consumo medio di circa 117 metri cubi l’anno. Peraltro, sono 30 euro in meno rispetto ai circa 270 euro l’anno che in media ogni famiglia spende per l’acquisto di acque minerali pur in presenza di una eccellente acqua dell’acquedotto. Una super-spesa che però non entra mai nel ‘paniere’ dei costi né nelle classifiche dei consumi”.