Istituzionali
22 Ottobre 2014

Nota Publiacqua sulle tubazioni in amianto-cemento

In merito alla nota diffusa oggi da perUnaltracittà  vogliamo sottolineare come per l’amianto-cemento l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nelle sue “Guidelines for Drinking Water” che riassumono lo stato delle conoscenze aggiornato a livello internazionale in materia di acqua potabile, in relazione ai potenziali effetti negativi per la salute conseguenti alla ingestione di fibre di amianto, ha confermato di non ravvisare la necessità di stabilire valori guida di riferimento per le acque destinate al consumo umano, in quanto non esiste consistente evidenza che le eventuali fibre ingerite siano dannose per la salute.
Si ricorda inoltre l’intervista uscita su La Nazione di Pistoia dei giorni scorsi dove  il Centro Documentazione sull’Amianto e sulle malattie Amianto correlate “Marco Vettori”, ribadiva quando detto dalle già citate linee guida dell’OMS.
L’amianto-cemento è un materiale utilizzato anche per le tubazioni acquedottistiche tra gli anni ’50 e ’70. Publiacqua non ha mai utilizzato questo materiale  e procede alla sua sostituzione con tubazioni in ghisa ogni qual volta le preesistenti tubazioni in amianto-cemento non risultano più efficienti. La sostituzione massiva di tali tubazioni, circa 223 Km sui circa 9.800 Km di rete acquedottistica, comporterebbe un impegno di circa 200 milioni di euro.
Per quanto riguarda le perdite, vogliamo sottolineare come la media delle perdite sul territorio di Publiacqua si aggiri intorno al 30%. Una percentuale ben inferiore al 51% riportato dalla nota diffusa alla stampa da perUnaltracittà e che comunque Publiacqua sta lavorando per ridurre drasticamente attraverso la distrettualizzazione. Un intervento strutturale su tutte le reti dei 46 comuni dove l’azienda gestisce il servizio idrico e del quale abbiamo annunciato nei giorni scorsi il completamento ad esempio per la città di Pistoia. Un intervento che prevedendo la divisione in distretti dei vari sistemi acquedottistici consentirà pressioni ottimali per ogni distretto servito e quindi meno stress per le tubazioni, con conseguente diminuzione delle rotture, ed una maggiore rapidità di intervento su quelle che comunque si potranno verificare, anche se occulte.
Sugli investimenti, infine, vogliamo sottolineare come Publiacqua sia una delle aziende italiane che, dati Blue Book 2014 alla mano, ha investito di più a livello nazionale in relazione agli abitanti serviti. Circa 50 euro/abitante contro i 30 a livello nazionale ed il piano approvato per i prossimi anni prevede ulteriori 700 milioni circa di euro di investimenti in settori fondamentali come la depurazione per eliminare il rischio di sanzioni europee e far fare un ulteriore salto in avanti al servizio idrico integrato.