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26 Settembre 2018

"I benefici dello storage". Seminario e visita per una due giorni dedicata agli invasi

L’evento ha un titolo articolato (I benefici dello storage. Gli invasi naturali e artificiali per la tutela ambientale e la mitigazione del rischio) ma il tema trattato è semplice e tocca, direttamente o indirettamente, la vita di tutti noi.
Gli accumuli di acqua (storage appunto) negli invasi superficiali rappresentano una risorsa importante per il territorio da più punti di vista (laminazione delle piene, produzione di energia, approvvigionamento idropotabile, contrasto agli incendi boschivi e salvaguardia delle falde idriche). Un ruolo, soprattutto quello inerente la mitigazione del rischio, che è stato molte volte sottovalutato scegliendo interventi di diversa natura, come le casse d’espansione, che non sempre si sono peraltro rilevate adeguate né per costi ed impatto ambientale né per gli effetti benefici apportati.
La corposa presenza di serbatoi artificiali sul territorio nazionale, il loro utilizzo reale ed il ruolo che essi possono svolgere nella mitigazione dei rischi e della tutela delle risorse, specialmente negli attuali scenari di variabilità climatica, sono alcune delle tematiche su cui mette l’accento il seminario, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze in collaborazione, tra gli altri, con Publiacqua, Autorità Idrica Toscana, CERAFRI, Università degli Studi di Firenze, Legambiente, Autorità di bacino distrettuale dell’appennino settentrionale.
Una giornata di studi e di confronto che si terrà giovedì 27 settembre (dalle ore 8.15 alle ore 17.45) presso l’Auditorium C. Ridolfi (via Carlo Magno a Firenze) e che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni statali e regionali, di specialisti del settore, studiosi e gestori di dighe ed invasi, come ad esempio Publiacqua e Romagna Acque.
Preziosa appendice alla giornata di studi, la visita ad uno degli invasi più importanti del nostro territorio. L’Invaso di Bilancino, con la sua capacità di trattenere oltre 69 milioni di mc di acqua, ricopre infatti un ruolo straordinario e strategico proprio per alcuni dei punti ricordati sopra: riserva idropotabile per la piana metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia, laminazione delle piene, produzione di energia idroelettrica. Un’opera fondamentale che rappresenta un esempio virtuoso e concreto dell’importanza di queste infrastrutture in anni in cui i cambiamenti climatici rendono sempre più difficile e complesso gestire il servizio idrico e che, per le caratteristiche del territorio su cui insiste, svolge anche un ruolo turistico di non secondaria importanza.